La casa

Casa nella Pineta è un'opera del 1965: l'anno in cui Paolo Riani si laurea in architettura a Firenze. La casa di Torre del Lago è quindi una delle prime opere dell'architetto: un edificio concepito da un professionista già formato da anni di studio accanto a Edoardo Detti e da un contatto diretto con l'architettura internazionale.

Quella di Torre del Lago è una casa che porta i segni sia di quella formazione che delle aspirazioni che poi lo porteranno nel mondo. Pochi mesi dopo la laurea, infatti, Riani lascia l'Italia per il Giappone, dove trascorrerà sei anni nello studio di Kenzo Tange, a fianco di Arata Isozaki e Kisho Kurokawa. Poi New York, la Columbia University, una carriera che attraverserà tre continenti.

E Casa nella Pineta racchiude in nuce tutta questa storia ancora in divenire: la disciplina razionalista della scuola fiorentina si unisce a una leggerezza spaziale che anticipa il suo incontro con l'architettura giapponese, insieme a un rapporto diretto tra spazio interno e natura circostante. La sala circolare al piano terra è infatti una scelta compositiva precisa, un modo di abitare lo spazio che guarda verso il giardino da ogni angolazione.

Oltre il giardino, la casa sorge dentro il perimetro del Parco Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, un'area protetta in cui la pineta intorno alla villa resta permanentemente tutelata.
Attorno alla villa si alternano pinete, boschi, macchia mediterranea, dune e zone umide. Questo mosaico di ambienti ospita i daini e molte specie di uccelli acquatici, insieme a presenze più rare come il fratino, che nidifica lungo la costa, la testuggine palustre e la raganella. La vegetazione conserva specie legate all'acqua e alla sabbia, tra cui le orchidee palustri, le felci e le piante degli ambienti dunali.

La ristrutturazione

Tra il 2022 e il 2023 la casa è stata oggetto di un intervento di ristrutturazione che ne ha rinnovato gli impianti senza alterarne l'identità architettonica. Nuovi infissi a vetrocamera, impianto fotovoltaico con accumulo, pompa di calore per riscaldamento e raffrescamento, scalda-acqua a pompa di calore. Il risultato è una classe energetica A1: la casa consuma poco e produce parte dell'energia che usa. Una scelta coerente con la sua storia: pensata fin dall'origine per dialogare con la natura che la circonda, oggi la rispetta anche nei consumi.

Paolo Riani

La villa nasce nel 1965 dal progetto di Paolo Riani, architetto e urbanista toscano che in quello stesso anno si laureava a Firenze e si preparava a partire per il Giappone. È un'opera degli esordi di un architetto che di lì a poco avrebbe costruito e insegnato tra Tokyo, New York e l'Italia.

Riani nasce a Barga, in provincia di Lucca, l'8 settembre 1937, da padre italiano e madre americana. Studia architettura all'Università di Firenze, dove è allievo e collaboratore dell'urbanista Edoardo Detti, con cui lavora ai piani regolatori di diverse città toscane. Si laurea nel 1965 con una tesi in urbanistica.

Subito dopo la laurea si trasferisce a Tokyo, dove resta sei anni: lavora nello studio di Kenzo Tange accanto ad Arata Isozaki e Kisho Kurokawa e insegna pianificazione all'Università di Tokyo. È l'esperienza che segna più a fondo il suo modo di intendere lo spazio, il rapporto misurato tra costruito e paesaggio, l'attenzione alla luce. Dal Giappone passa a New York, dove consegue un master alla Columbia University e vi insegna, realizzando in seguito edifici negli Stati Uniti e all'estero.

Nel 1976 apre il proprio studio, prima a Firenze e poi a Viareggio, che diventa la sua base toscana. La sua attività attraversa l'architettura residenziale e quella pubblica, l'urbanistica e il recupero dei centri storici. Nel 1986 fonda con Cesare Casati la rivista L'Arca, collabora con testate come Casabella e Architectural Record, scrive volumi dedicati a Le Corbusier, Kenzo Tange e John Portman. Accanto alla professione ha seguito percorsi paralleli: senatore della Repubblica tra il 1994 e il 1997, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York a inizio anni Duemila, professore di Composizione Architettonica all'Università di Pisa dal 2004 al 2015. Le sue opere sono state raccolte in retrospettive personali, dall'IVAM di Valencia all'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Il suo modo di intendere il mestiere è racchiuso in questa usa dichiarazione: «L'architettura non può essere fine a sé stessa, ma servire a fare stare bene chi la vive». È un'idea che dice molto sulla Casa nella Pineta.

Il legame con questo territorio non si è mai interrotto. Negli ultimi anni Riani ha firmato il piano di riqualificazione dell'area attorno al Gran Teatro del Festival, sulle rive del Lago di Massaciuccoli, a pochi minuti dalla villa: un ritorno, sessant'anni dopo, nei luoghi dove tutto era cominciato. Questa villa appartiene all'inizio di quella storia, quando un progettista non ancora trentenne, formato tra Firenze e il mondo, disegnava una residenza pensata per essere abitata dentro il bosco.

La pineta, il mare, il lago

Casa nella Pineta è costruita per chi vuole staccare davvero, senza rinunciare a nulla. Il giardino recintato, la pineta oltre il cancello, il ritmo lento dell'acqua a pochi passi creano le condizioni per un riposo che va più in profondità del solito.

Per chi lo desidera, c'è tutto a portata di mano: il mare, i ristoranti sul lago, il Festival Puccini d'estate, Lucca e Pisa a meno di mezz'ora. Ma la casa funziona anche al contrario: come luogo dove fermarsi, respirare, ritrovare un ritmo proprio.